Mi arriva una mail tipo una volta a settimana, sempre con lo stesso contenuto: il mio sito è lentissimo, secondo te lo rifacciamo? La risposta che do quasi sempre, e che a qualcuno sembra strana perché rifare il sito sarebbe il lavoro più remunerativo per me, è no, aspetta. Nella grande maggioranza dei casi un sito lento non è un sito sbagliato: è un sito con tre o quattro cose messe male, che si sistemano in una giornata e costano una frazione di un progetto nuovo.
Ti faccio l'esempio più recente. Un'azienda che vende attrezzature per la ristorazione, sito fatto quattro anni prima da un'agenzia, homepage che ci metteva otto secondi ad aprirsi da telefono. Il titolare era già rassegnato a spendere per rifarlo. Dopo un pomeriggio di lavoro il sito si apriva in meno di due secondi. Non ho cambiato una riga di grafica: ho sistemato le immagini, tolto due cose che non servivano e cambiato un'impostazione sull'hosting. Costo: una frazione di quello che aveva in mente lui.
Quindi ti racconto l'ordine in cui guardo le cose quando mi trovo davanti a un sito lento. È un ordine pensato per costo e beneficio, non per eleganza tecnica: si parte da quello che rende molto e costa poco, e si scende. Se dopo tutto questo il sito è ancora lento, allora sì, parliamo di rifarlo, e ti dirò anche perché.
Prima cosa: misurare da dove misura un cliente
Il primo errore che vedo fare è giudicare la velocità dal computer dell'ufficio, collegato via cavo, con il sito già aperto venti volte e quindi tenuto in memoria dal browser. Da lì tutto sembra ragionevole. Il tuo cliente invece ti apre dal telefono, in mezzo alla strada, con la connessione che va e viene, e non è mai stato sul tuo sito prima. Sono due mondi diversi.
Quello che faccio io prima di toccare qualsiasi cosa è provare come farebbe lui. Prendo il telefono, spengo il wi-fi, apro il sito in una finestra anonima e conto. Poi rifaccio la stessa prova sulle tre pagine che contano: la home, la pagina del servizio più importante e la pagina contatti. Molto spesso scopro che il problema non è omogeneo: la home vola e la pagina prodotti è un disastro, oppure il contrario. Se avessi guardato solo la home avrei sistemato la cosa sbagliata.
C'è poi una distinzione che tengo a spiegare ai clienti, perché altrimenti si litiga sui numeri. Un sito può avere un punteggio bruttissimo sugli strumenti di analisi e sembrare comunque rapido a chi lo usa, e può succedere anche il contrario. Quello che conta per il tuo fatturato è la sensazione di chi naviga: quanto passa da quando tocca il link a quando vede qualcosa di leggibile, e se mentre legge la pagina salta e si riassesta. I punteggi servono a capire dove intervenire, non sono la pagella da difendere.
Le immagini: il colpevole nel novanta per cento dei casi
Se dovessi scommettere sul motivo per cui il tuo sito è lento, scommetterei su questo senza nemmeno guardarlo. Le immagini sono la cosa più pesante di una pagina e la più facile da caricare male, perché chi aggiorna il sito prende la foto come esce dalla macchina fotografica o dal telefono e la mette su. Quel file pesa sei, otto, dodici megabyte, e sulla pagina viene mostrato in un rettangolo di pochi centimetri. Il browser è costretto a scaricare tutto e poi rimpicciolirlo.
Ho aperto siti in cui una singola pagina scaricava quaranta megabyte di foto. Da fibra non te ne accorgi troppo, da telefono con una linea mediocre quella pagina non si apre: la persona aspetta cinque secondi, non vede niente, torna indietro. E tu quella visita l'hai persa senza sapere che c'era.
Quello che si fa è semplice e si fa una volta sola, poi resta. Si ridimensionano le immagini alla misura in cui vengono mostrate davvero, si convertono in un formato moderno che pesa molto meno a parità di qualità, si attiva il caricamento differito così che le foto in fondo alla pagina si carichino solo quando la persona ci arriva. Su WordPress ci sono strumenti che fanno tutto questo anche sulle foto già caricate, in blocco. È il singolo intervento con il miglior rapporto tra fatica e risultato che conosco.
E poi c'è la regola per il futuro, quella che dico a chi aggiorna il sito: prima di caricare una foto, guarda quanto pesa. Se supera i duecento kilobyte per un'immagine di contenuto, va alleggerita. Non serve un corso, serve l'abitudine. Mi è capitato di sistemare tutto e trovare il sito di nuovo lento sei mesi dopo, perché nel frattempo la segretaria aveva caricato trenta foto di prodotto a otto megabyte l'una.
L'hosting: dove si risparmiano cento euro e si perdono clienti
Seconda causa in ordine di frequenza. Molti siti aziendali stanno su piani di hosting condivisi da pochi euro al mese, dove il tuo sito convive con qualche centinaio di altri sulla stessa macchina. Quando uno di quei vicini ha una giornata intensa, il tuo sito rallenta e tu non hai modo di saperlo. È un po' come avere l'ufficio in un palazzo dove l'ascensore lo usano in ottocento.
Il segnale tipico è questo: il sito a volte è veloce e a volte lentissimo, senza un motivo apparente, e succede spesso negli orari centrali. Se ti riconosci in questa descrizione, non è colpa del sito. Passare a un piano serio, con risorse dedicate e una versione recente del linguaggio su cui gira WordPress, costa qualche decina di euro al mese in più e spesso dimezza i tempi di risposta senza toccare nient'altro.
Due dettagli tecnici che controllo sempre e che valgono la telefonata all'assistenza dell'hosting. Il primo è la versione di PHP: trovo ancora siti che girano su versioni vecchie di anni, che sono più lente e meno sicure, e l'aggiornamento è gratuito. Il secondo è dove sta fisicamente il server: se i tuoi clienti sono italiani e il server è in un altro continente, parti già con un ritardo che non recuperi con nessuna ottimizzazione.
I plugin e le cose che nessuno ricorda di aver installato
Su un sito WordPress di qualche anno si accumulano strati. Il plugin per le gallerie provato e mai usato, quello per i moduli sostituito ma rimasto attivo, la chat che era in prova per un mese e da allora carica il suo codice su tutte le pagine, i tre script di tracciamento di campagne finite nel 2022. Ognuno di questi aggiunge peso a ogni singola visita, anche dove non serve a niente.
Il lavoro che faccio è una specie di inventario. Elenco tutto quello che è installato, per ognuno mi chiedo se serve oggi, se serve su tutte le pagine o solo su una, e se esiste un modo più leggero di fare la stessa cosa. Poi disattivo, misuro, e vedo. Spesso la sorpresa è grossa: su un sito ho trovato due plugin diversi che facevano la stessa cosa, installati da due fornitori diversi in due momenti diversi, e si ostacolavano a vicenda.
- Le chat e i widget esterni: utili se li usi davvero, zavorra se nessuno risponde. Se li tieni, si caricano solo dopo il resto della pagina.
- I caroselli in homepage con cinque immagini grandi: sono la cosa più pesante e quella che i visitatori guardano meno.
- Le mappe incorporate su ogni pagina: basta averla sui contatti, e caricata solo al clic.
- I video incorporati che partono da soli: portano dentro una quantità enorme di codice esterno.
- I contatori di visite, i meteo, i feed dei social nella colonna laterale: retaggi che rallentano e non servono a nessuno.
- I font: se il tema carica sei famiglie di caratteri in dodici varianti, si taglia a due e non si nota la differenza.
Sui caratteri mi soffermo un attimo perché è un punto sottovalutato. Ogni variante di font è un file da scaricare, e molti temi ne caricano una quantità assurda per usarne tre. Ridurre a quelle effettivamente usate, caricarle dal tuo server invece che da un servizio esterno e dire al browser di mostrare intanto un carattere di sistema mentre scarica il definitivo: tre accorgimenti che togliono quella sensazione fastidiosa di testo che appare in ritardo.
La cache: utile, ma non è la soluzione a tutto
A questo punto entra in gioco la cache, cioè il meccanismo che conserva una versione già pronta delle pagine così che non debbano essere ricostruite ogni volta. Funziona, aiuta parecchio, e su un sito aziendale normale è una cosa che consiglio sempre di attivare. Però va messa in fondo alla lista, non in cima, e ti spiego perché.
La cache nasconde i problemi invece di risolverli. Se il tuo sito è lento perché scarica quaranta megabyte di foto, la cache non cambia niente: quelle foto vanno comunque giù. Se il sito è lento perché ha dodici plugin che si pestano i piedi, la cache maschera il problema sulla prima pagina e lo lascia intatto su tutte le altre. Ho visto siti con tre sistemi di cache sovrapposti e ancora lenti, perché nessuno era andato a guardare la causa.
C'è poi un rischio pratico su cui avviso sempre i clienti con un negozio online. La cache impostata in modo troppo aggressivo su un ecommerce combina guai: prezzi vecchi che restano visibili, carrelli che si mescolano tra utenti diversi, disponibilità sbagliate. Va configurata escludendo carrello, pagamento e area riservata. Non è difficile, ma è una cosa da fare con attenzione e poi da provare comprando qualcosa per davvero.
Quando invece è giusto rifare il sito
Detto tutto questo, ci sono situazioni in cui sistemare non ha senso e io stesso consiglio di ricominciare. Le riconosco quasi subito e sono queste.
- Il sito è costruito su una tecnologia che non riceve più aggiornamenti, per cui ogni intervento è un rischio e la sicurezza non è garantibile.
- Il tema è uno di quei costruttori di pagine pesantissimi in cui ogni riga di testo diventa dieci livelli di codice: lì il limite è strutturale.
- Da telefono il sito è inutilizzabile, non lento: i menu non si aprono, i testi escono dallo schermo, i moduli non si compilano.
- Ogni piccola modifica richiede un intervento tecnico, quindi il sito non lo aggiorna nessuno e invecchia da solo.
- La struttura delle pagine non rispecchia più quello che fai, per cui non basta sistemare: va ripensato cosa c'è dentro.
Anche in questi casi, però, la velocità non è il motivo per cui rifai il sito: è un effetto collaterale. Il motivo è che quel sito non si può più far crescere. È una distinzione che conta, perché se il problema è solo la velocità spendere dieci volte tanto per rifare tutto è una scelta che non ti rende quello che hai speso.
| Intervento | Effetto sulla velocità | Costo relativo |
|---|---|---|
| Alleggerire le immagini esistenti | Molto alto | Basso |
| Passare a un hosting adeguato | Alto | Basso, ma ricorrente |
| Pulire plugin e script inutili | Alto | Basso |
| Ridurre i caratteri caricati | Medio, molto visibile | Basso |
| Configurare bene la cache | Medio | Basso |
| Rifare il tema o il sito intero | Alto ma non garantito | Molto alto |
Le domande che mi fanno più spesso
Sono le domande che mi fanno quando presento questo tipo di intervento, spesso con un po' di scetticismo iniziale.
Quanto deve essere veloce un sito per essere considerato a posto?
Il riferimento pratico che uso è questo: da telefono, con una connessione normale e non ottima, chi apre il tuo sito deve vedere qualcosa di leggibile entro due secondi e mezzo circa, e la pagina non deve saltare mentre legge. Sotto quella soglia le persone restano, sopra iniziano ad andarsene in proporzione crescente. Non sto inseguendo il punteggio pieno sugli strumenti di analisi, che su un sito aziendale con foto vere e un modulo funzionante è spesso irraggiungibile e non serve a niente. Serve che la sensazione sia di immediatezza, e quella si verifica provando, non leggendo un numero.
Posso fare qualcosa io da solo senza chiamare un tecnico?
Sì, due cose, e sono anche quelle che rendono di più. La prima è smettere di caricare foto enormi: prima di mettere un'immagine sul sito, ridimensionala a una larghezza ragionevole e comprimila con uno dei tanti strumenti gratuiti online. La seconda è fare l'inventario di quello che c'è installato e segnare cosa non usi più da mesi, senza disattivare niente: quella lista la passi a chi ti gestisce il sito e gli risparmi mezza giornata. Quello che invece ti sconsiglio di fare da solo è installare plugin di ottimizzazione e attivare tutte le caselle: è il modo più rapido per rompere la grafica o il modulo di contatto senza capire quale spunta l'ha fatto.
Un sito più veloce mi porta più clienti o è solo una questione tecnica?
Porta più clienti, e si misura. Su un sito aziendale con un modulo di contatto, il legame è indiretto ma reale: più persone arrivano a leggere la pagina fino in fondo, quindi più persone scrivono. Su un negozio online il legame è diretto e spesso sorprendente, perché ogni secondo di attesa in più fa scendere la quota di chi completa l'acquisto, soprattutto da telefono. Il caso più chiaro che ho visto è un ecommerce piccolo che ha visto salire gli ordini in modo evidente nel mese dopo l'intervento, senza aver cambiato niente di quello che vendeva o di quanto spendeva in pubblicità. Detto questo, non aspettarti miracoli se il problema è che le tue pagine non convincono: la velocità toglie un ostacolo, non sostituisce un contenuto che manca.
Il mio fornitore dice che il sito è lento per colpa di Google Analytics e dei cookie. È vero?
In parte è una scusa comoda, in parte è vero. È vero che gli script di statistiche, i banner dei cookie e gli strumenti di tracciamento pubblicitario aggiungono peso e possono rallentare la partenza della pagina, soprattutto se ne hai accumulati diversi negli anni. È una scusa quando quel peso è di poche decine di kilobyte e nella stessa pagina ci sono dodici megabyte di foto non compresse. Il modo di uscire dalla discussione è misurare: si guarda la lista di quello che la pagina scarica, ordinata per peso, e si vede in tre minuti chi sta occupando lo spazio. Quasi sempre i primi cinque posti sono immagini.
Ogni quanto va ricontrollata la velocità?
Nella pratica due volte l'anno basta e avanza per un sito aziendale, più un controllo dopo ogni cambiamento importante, tipo una pagina nuova piena di foto o l'aggiunta di uno strumento esterno. Il motivo è che i siti peggiorano per accumulo, non per un evento singolo: si aggiunge una cosa alla volta e dopo un anno il sito pesa il doppio senza che nessuno abbia fatto niente di sbagliato. Se hai un contratto di manutenzione, questo controllo dovrebbe essere già dentro, con un rapporto che ti dice cosa è cambiato rispetto all'ultima volta. Se non ce l'hai, segnati in agenda due date e prova tu dal telefono: bastano cinque minuti.
Il riassunto che darei al titolare dell'azienda di attrezzature, e che vale anche per te, è che la velocità è quasi sempre un problema di igiene, non di architettura. Foto pesanti, hosting risparmiato, cose installate e dimenticate: tre voci che spiegano la maggior parte dei siti lenti che ho visto, e che si sistemano con una giornata di lavoro e un po' di disciplina dopo. Rifare il sito è una decisione che si prende per altri motivi, e va bene prenderla, ma non per inseguire un secondo di caricamento.
Vuoi sapere perché il tuo sito è lento prima di spendere per rifarlo?
Scrivimi dal modulo qui sotto con l'indirizzo del sito e dimmi da dove ti sembra più lento, se da telefono o da computer. Faccio un controllo e ti dico quali sono le tre cose che sposterebbero di più nel tuo caso, con un'idea di costo. Senza pressione e senza gergo.