La frase con cui parte quasi sempre questa conversazione è: vorrei che il sito prendesse i dati direttamente dal gestionale, così non dobbiamo inserire le cose due volte. È una richiesta sensatissima e nella metà dei casi è anche la cosa giusta da fare. Nell'altra metà, però, è una scorciatoia che costa più di quello che risolve, e l'unico modo di capire in quale metà sei è guardare come lavori adesso, non quale software usi.
Ho fatto questo tipo di collegamento diverse volte, con gestionali di ogni genere: Danea Easyfatt, che tra le piccole aziende della Romagna è il più diffuso, gestionali di settore fatti su misura vent'anni fa, sistemi più strutturati con database proprietari, e un paio di casi in cui il gestionale era un foglio di calcolo molto ben tenuto. Ogni volta la parte tecnica è stata la meno complicata. La parte complicata è stata decidere chi comanda su cosa.
Ti racconto come ragiono, quali sono le domande da farsi prima di firmare qualsiasi preventivo, e i punti precisi dove ho visto inciampare progetti partiti con le migliori intenzioni. Se stai valutando questa cosa, spero ti risparmi qualche mese.
La domanda che viene prima di tutte: chi è il padrone del dato
Questa è la decisione che determina tutto il resto, e va presa prima di scrivere una riga di codice. Per ogni tipo di informazione bisogna stabilire qual è il sistema che detiene la verità e quale si limita a ricevere. Il prezzo di un prodotto: lo decide il gestionale o lo decide il sito? La descrizione: sta sul gestionale o sul sito? La giacenza? Le foto?
Sembra una formalità e invece è il punto in cui si generano i disastri più fastidiosi. Ho seguito un'azienda dove il collegamento era stato impostato in modo che i prezzi arrivassero dal gestionale, ma l'ufficio commerciale aveva l'abitudine di ritoccare qualche prezzo sul sito per le promozioni. Ogni notte la sincronizzazione riportava tutto ai valori del gestionale e cancellava le promozioni. Ci hanno messo due settimane a capire perché gli sconti sparivano, e nel frattempo ci sono stati clienti che hanno comprato a prezzo pieno cose in offerta.
Il modo di uscirne è mettere per iscritto una tabella, anche semplice, dove per ogni campo c'è scritto da dove arriva e chi lo può cambiare. Nella mia esperienza la divisione che funziona meglio nella piccola azienda è questa: il gestionale comanda su codici, prezzi di listino e giacenze, perché lì sta la contabilità; il sito comanda su descrizioni, foto, testi commerciali e categorie, perché quella è roba di vendita che sul gestionale non ci sta bene. Le promozioni si gestiscono sul sito con un meccanismo che il gestionale non sovrascrive.
Danea Easyfatt: come funziona nella pratica
Siccome è il caso che mi capita più spesso, ti dico concretamente com'è la situazione. Easyfatt è un programma che gira sul computer dell'ufficio o su un server in azienda, non è un servizio che vive online. Questo è il punto che determina tutto: per far parlare il sito con un programma che sta su una macchina in ufficio, serve un ponte.
Le strade praticabili sono fondamentalmente tre. La prima è usare i servizi di sincronizzazione già esistenti, quelli pensati proprio per collegare Easyfatt a WooCommerce o ad altre piattaforme: si installano, si configurano, costano un canone contenuto e funzionano bene se le tue esigenze sono standard. La seconda è lavorare con i file di scambio: il gestionale esporta un file con prodotti, prezzi e giacenze, il sito lo legge a intervalli regolari. Meno elegante, molto robusta, e adatta a chi aggiorna i dati una o due volte al giorno. La terza è un collegamento su misura, che si giustifica solo quando hai regole particolari che nessuno strumento standard copre.
Il consiglio che do quasi sempre alle aziende piccole è di partire dalla seconda strada, quella dei file, e considerarla una soluzione definitiva e non un ripiego. Costa poco, si capisce, quando qualcosa non torna si apre il file e si vede cosa c'era dentro. I collegamenti in tempo reale sono più affascinanti ma introducono una fragilità: se il computer dell'ufficio è spento, se cade la linea, se qualcuno ha il file aperto in modifica, il ponte si interrompe. Con un'esportazione programmata gestisci l'imprevisto senza drammi.
Su una cosa invece sono netto: il computer da cui parte l'esportazione non può essere il portatile di una persona che se lo porta a casa. Deve essere una macchina che resta accesa, con un accesso controllato e una copia di sicurezza. Ho visto una sincronizzazione ferma per quattro giorni perché il titolare era in fiera con il computer sotto il braccio.
Il problema dei codici, che sembra banale e non lo è
Qui si perde più tempo che in qualsiasi altra parte del progetto. Per collegare due sistemi serve una chiave, cioè un codice che identifichi lo stesso prodotto da entrambe le parti in modo univoco. Sul gestionale quel codice di solito c'è. Sul sito, se i prodotti sono stati caricati a mano negli anni, spesso non c'è, o c'è ma scritto in modo diverso.
Le situazioni che trovo ricorrenti sono sempre le stesse. Lo stesso articolo ha due codici diversi perché è stato inserito due volte. Il codice sul sito ha degli spazi o dei trattini in più. Sul gestionale le varianti di taglia e colore sono articoli separati, sul sito sono un prodotto unico con le opzioni, e quindi la corrispondenza non è uno a uno. Oppure il caso più cattivo: un prodotto sul sito corrisponde a un pacchetto di tre articoli del gestionale.
Questa parte è lavoro manuale e non c'è verso di evitarla. La cosa utile è farla subito, prima di commissionare il collegamento, perché è tempo tuo o della tua persona in ufficio, non tempo mio, e se la si affronta a progetto avviato blocca tutto. Il modo pratico è esportare l'elenco dei prodotti da entrambe le parti, metterli affiancati in un foglio di calcolo e allineare i codici uno per uno. Su duecento prodotti è mezza giornata. Su cinquemila è un lavoro da programmare seriamente, e spesso conviene farlo solo sulle categorie che vendono.
Le giacenze: il punto più delicato di tutti
Se c'è una cosa che porta telefonate arrabbiate, è la disponibilità sbagliata. Il cliente compra online una cosa che in magazzino non c'è, tu devi telefonargli e rimborsarlo, e quella persona non torna. Per questo la sincronizzazione delle giacenze va impostata con più prudenza di quanto l'istinto suggerisca.
Le regole che uso, e che ti consiglio di discutere con chi ti fa il lavoro, sono queste. Primo: non mostrare online la giacenza esatta, ma una fascia. Disponibile, ultimi pezzi, esaurito. Così se il numero è impreciso di due unità nessuno se ne accorge. Secondo: tenere una scorta di sicurezza, cioè dire al sito che il prodotto è esaurito quando in magazzino ne restano uno o due, perché quelli sono spesso pezzi impegnati, danneggiati o già venduti in negozio e non ancora scaricati. Terzo: decidere cosa fare quando la sincronizzazione non gira, e la risposta migliore di solito è lasciare il dato vecchio e mandare un avviso a chi gestisce, non azzerare tutto.
Il caso che cito sempre è un negozio di articoli sportivi che vendeva sia online sia in negozio fisico. La sincronizzazione era perfetta la notte e si disallineava durante la giornata, perché in negozio si vendeva senza scaricare subito a gestionale. Il risultato era che il sabato pomeriggio la disponibilità online era sistematicamente sbagliata. Non l'abbiamo risolto con la tecnologia: l'abbiamo risolto cambiando l'abitudine in negozio e alzando la scorta di sicurezza sui prodotti a basso stock.
Ordini e fatture: il verso opposto
Fin qui abbiamo parlato di dati che vanno dal gestionale al sito. Il flusso contrario, cioè gli ordini che dal sito entrano nel gestionale, è quello che di solito fa risparmiare più tempo alle persone in ufficio, perché elimina la ridigitazione e gli errori di trascrizione.
Qui le cose da definire sono poche ma precise. Come arriva l'anagrafica del cliente, e cosa succede se quel cliente esiste già nel gestionale con dati leggermente diversi. Che documento si crea: un ordine da confermare o direttamente un documento fiscale. Come si trattano i dati necessari alla fatturazione elettronica, che per un privato e per un'azienda sono diversi e vanno raccolti in modo corretto già sul sito. E chi controlla, perché un flusso automatico che nessuno guarda è un flusso che accumula errori in silenzio.
- Decidi se gli ordini entrano subito o dopo l'incasso confermato: cambia molto la pulizia del gestionale.
- Raccogli sul sito solo i dati fiscali che ti servono davvero, e chiedili in modo diverso a privati e aziende.
- Prevedi cosa fare con gli ordini annullati o rimborsati: se restano nel gestionale come validi, la contabilità si sporca.
- Tieni un registro degli ordini importati con esito, così che un problema si veda subito e non a fine mese.
- Definisci chi controlla le eccezioni ogni giorno: bastano cinque minuti, ma devono essere di qualcuno.
Su quest'ultimo punto insisto perché è la differenza tra un'integrazione che regge nel tempo e una che dopo sei mesi viene abbandonata. L'automazione non elimina il presidio, lo riduce. Se nessuno ha il compito di guardare gli errori, i pochi casi strani si accumulano e a un certo punto qualcuno dice che il sistema non funziona e si torna a inserire a mano.
Quando dico di lasciar perdere
Ci sono situazioni in cui, dopo aver capito come lavora l'azienda, consiglio di non fare l'integrazione. Non per pigrizia, ma perché il conto non torna.
- Hai pochi prodotti che cambiano raramente. Se aggiorni venti articoli tre volte l'anno, il tempo che risparmi non ripaga nemmeno la configurazione.
- I tuoi prezzi online sono strutturalmente diversi da quelli del gestionale, per scelta commerciale: allora il gestionale non è la fonte giusta e l'integrazione crea più confusione.
- Il gestionale è talmente vecchio o chiuso che l'unico modo di tirare fuori i dati è una procedura fragile: il rischio supera il beneficio.
- In azienda nessuno tiene ordinato il gestionale. Collegare il sito a dati sporchi significa pubblicare dati sporchi, più in fretta di prima.
- Stai per cambiare gestionale nei prossimi mesi: si aspetta, altrimenti paghi due volte lo stesso lavoro.
Il quarto punto è quello che mi trovo a spiegare più spesso e con più delicatezza, perché nessuno ha piacere di sentirsi dire che i suoi dati sono in disordine. Però è il fatto centrale: un'integrazione non migliora la qualità delle informazioni, la propaga. Se nel gestionale ci sono descrizioni tipo articolo vario e prezzi non aggiornati dal 2019, quelli finiranno sul sito e li vedranno i tuoi clienti.
| Situazione | Cosa consiglio | Impegno |
|---|---|---|
| Pochi prodotti, cambiano raramente | Aggiornamento manuale, niente integrazione | Minimo |
| Catalogo medio, prezzi stabili | Esportazione programmata da file | Contenuto |
| Catalogo ampio, giacenze che contano | Sincronizzazione con strumento dedicato | Medio, con presidio quotidiano |
| Regole commerciali particolari | Collegamento su misura, dopo analisi | Alto |
| Gestionale in disordine | Prima pulire i dati, poi valutare | Da quantificare |
Le domande che mi fanno più spesso
Domande che mi arrivano da titolari e da chi lavora in ufficio, che spesso hanno priorità molto diverse tra loro.
Quanto costa collegare il gestionale al sito?
Ti do gli ordini di grandezza che uso, con l'avvertenza che dipendono molto dallo stato dei dati. Un collegamento basato su esportazione programmata, con uno strumento già esistente e un catalogo pulito, è un lavoro di pochi giorni e un canone annuale contenuto per gli strumenti. Una sincronizzazione più completa, con ordini che rientrano nel gestionale e gestione delle varianti, richiede più analisi e va in una fascia superiore. Un collegamento su misura su un gestionale chiuso è un progetto a sé e va preventivato dopo aver visto cosa quel gestionale è in grado di esportare. La voce che sfugge sempre nei preventivi è la pulizia dei codici prodotto: quella la fai tu in azienda oppure la si paga, ma non è gratis in nessuno dei due casi.
Ogni quanto conviene sincronizzare?
Dipende da cosa vendi e da quanto ti costa un errore. Per la maggior parte delle aziende che seguo, una sincronizzazione notturna di prodotti e prezzi più un aggiornamento delle giacenze ogni due o tre ore copre benissimo il bisogno. Il tempo reale ha senso quando vendi pezzi unici, quando la disponibilità è molto bassa o quando lo stesso magazzino serve contemporaneamente negozio e sito con volumi importanti. Il punto che faccio sempre notare è che aumentare la frequenza non risolve il disallineamento se la causa è organizzativa, tipo le vendite in negozio scaricate a fine giornata: in quel caso sincronizzi più spesso un dato comunque sbagliato.
Se il collegamento si rompe, me ne accorgo?
Solo se lo prevedi, e questa è la cosa che chiedo sempre di mettere nel progetto. Un'integrazione deve avere un controllo automatico che verifica se la sincronizzazione è avvenuta e manda un messaggio a una persona quando non avviene, con un limite di tempo ragionevole. Senza quel controllo, i guasti si scoprono dal cliente che si lamenta, ed è il modo peggiore. Ti dico un caso: un'azienda si è accorta dopo undici giorni che i prezzi non si aggiornavano più, perché un antivirus aveva bloccato il programma che generava il file. Nessuno aveva ricevuto un avviso perché nessuno l'aveva previsto. Undici giorni di vendite ai prezzi vecchi, in un periodo in cui i listini si erano alzati.
Posso gestire tutto dal gestionale e non toccare mai il sito?
Tecnicamente in parte sì, praticamente te lo sconsiglio. Il gestionale è fatto per la contabilità e il magazzino, non per vendere: i suoi campi descrittivi sono corti, non gestiscono formattazione, foto e contenuti commerciali, e chi li compila lo fa con criteri amministrativi. Se pubblichi quelle descrizioni sul sito, ottieni schede prodotto che non convincono nessuno e che non si trovano nelle ricerche. La divisione che funziona è tenere sul gestionale i dati duri, codici prezzi e quantità, e sul sito tutto quello che serve a far comprare. Vuol dire che qualcuno deve occuparsi delle schede, ed è un lavoro che va messo in conto nelle ore di qualcuno in azienda.
Cambio gestionale: devo rifare tutto il collegamento?
In buona parte sì, ed è per questo che se hai in programma un cambio conviene aspettare. Quello che si riesce a salvare è il lavoro fatto dalla parte del sito, cioè la struttura del catalogo, la corrispondenza dei codici e le regole decise su prezzi e giacenze: è la parte più faticosa e non va buttata. Va rifatta la parte che tira i dati fuori dal gestionale nuovo. Un consiglio che ti do se stai scegliendo un gestionale nuovo: metti tra i criteri di scelta la capacità di esportare i dati in modo pulito e documentato. Molte aziende lo scelgono solo per la contabilità e poi scoprono di avere in casa una scatola chiusa.
La conclusione che tiro con i clienti è sempre la stessa: l'integrazione tra gestionale e sito è un progetto organizzativo con una parte tecnica, non un progetto tecnico. Le domande decisive sono chi comanda su quale dato, chi controlla gli errori e quanto ordinati sono i tuoi archivi. Se queste tre hanno una risposta, il collegamento si fa e ti cambia le giornate in ufficio. Se non l'hanno, nessuno strumento ti salva e l'automazione fa solo più in fretta gli stessi errori.
Vuoi capire se conviene collegare il tuo gestionale al sito?
Scrivimi dal modulo qui sotto e dimmi che gestionale usi, quanti prodotti hai e quanto tempo passate in ufficio a riportare le cose a mano. Guardo la situazione e ti dico se l'integrazione ti ripaga o se conviene sistemare altro prima. Senza pressione e senza gergo.