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Elementor su WordPress: quando conviene davvero e quando preferisco evitarlo

Elementor su WordPress: quando conviene davvero e quando preferisco evitarlo

Se chiedi in giro cosa si pensa di Elementor ti arrivano due risposte opposte e ugualmente categoriche. C'e' chi lo usa per qualunque cosa e non capirebbe come si possa fare un sito senza, e c'e' chi lo considera la rovina di WordPress e ti guarda male solo per averlo nominato. Io sto in mezzo, e non per diplomazia: dipende davvero dal progetto, e nella mia cartella dei lavori ci sono siti fatti con Elementor che funzionano benissimo e siti in cui averlo scelto sarebbe stato un errore.

Quello che provo a fare qui e' raccontarti i criteri con cui decido, con qualche esempio concreto. Non e' una recensione, e' il ragionamento che faccio davanti a un progetto nuovo quando devo scegliere come costruirlo. E ti anticipo che la variabile che pesa di piu' non e' tecnica: e' chi mettera' le mani sul sito tra sei mesi.

Cosa fa bene, e lo fa davvero bene

Elementor ti permette di costruire una pagina trascinando blocchi e vedendo subito il risultato. Detta cosi' sembra poco, ma cambia completamente il ritmo di lavoro quando devi montare pagine dalla struttura irregolare: una pagina di presentazione con sezioni tutte diverse, una pagina evento, una pagina promozionale che vive tre mesi. Con un approccio piu' tradizionale ognuna di quelle sezioni va prevista, programmata e collegata al pannello di amministrazione, e sono ore.

Il secondo vantaggio grosso e' l'autonomia del cliente. Un'azienda che deve pubblicare una pagina nuova per una fiera, o cambiare la disposizione di una sezione, con Elementor puo' farlo da sola. Nella pratica, quanta autonomia riesca davvero a esercitare dipende molto dalla persona, e ci torno tra poco, ma il potenziale c'e'. Ho clienti che in due anni hanno costruito da soli una ventina di pagine di atterraggio per le loro campagne, senza chiamarmi mai. Per loro e' stata la scelta giusta senza il minimo dubbio.

Terzo vantaggio, meno citato ma per me importante: i tempi e quindi i costi. Su un sito vetrina di dieci o dodici pagine, con Elementor arrivo in rete in tempi sensibilmente piu' brevi rispetto a un lavoro costruito su misura. Per un'attivita' che ha un budget contenuto e ha bisogno di esserci, quella differenza non e' un dettaglio. Rifiutare per principio uno strumento che permette a un'impresa piccola di avere un sito decente mi sembra un lusso da chi lavora solo con clienti grandi.

Cosa costa, perche' un costo c'e'

Il prezzo piu' evidente si paga in peso delle pagine. Elementor porta con se' i suoi fogli di stile e i suoi script, e genera un codice piu' verboso di quello che scriverebbe una persona. Su una pagina semplice la differenza si nota poco, su una pagina complessa con molte sezioni si sente, soprattutto sui telefoni con connessione mediocre. Nelle versioni recenti la situazione e' migliorata parecchio, ci sono opzioni per caricare solo quello che serve, ma un sito costruito con cura a mano resta piu' leggero.

Quanto conta questa differenza? Dipende. Su un sito che vive di visite dai motori di ricerca e ha migliaia di pagine, conta molto. Su un sito vetrina di dodici pagine che riceve duecento visite al giorno, conta molto meno di quanto dicano le discussioni online. Ho misurato piu' volte la stessa pagina costruita nei due modi: la differenza c'e' ed e' reale, ma sistemando immagini, caratteri tipografici e memorizzazione temporanea si recupera gran parte del divario.

Il secondo costo e' meno visibile e piu' serio: il legame con lo strumento. Le pagine costruite con Elementor sono salvate in un formato interno suo. Se un domani disinstalli il plugin, quelle pagine non diventano pagine normali: diventano un ammasso di codice illeggibile da ricostruire a mano. Non e' una particolarita' di Elementor, vale per tutti i costruttori visuali, ma va detto chiaramente prima di cominciare, perche' e' una scelta che lega il sito a un fornitore esterno per tutta la sua vita.

AspettoCon ElementorCon un tema su misura
Tempi di realizzazionePiu' rapidi, soprattutto su pagine irregolariPiu' lunghi, con piu' lavoro iniziale di impostazione
Autonomia di chi gestisceAlta, se la persona e' disposta a imparareLimitata a quello che e' stato previsto
Peso delle pagineMaggiore, recuperabile in parte con ottimizzazioniMinore, si controlla ogni riga
Coerenza grafica nel tempoA rischio se chi modifica non segue le regoleMolto piu' stabile per costruzione
Uscita dallo strumentoDifficile, le pagine vanno rifatteNessun vincolo particolare
Costo ricorrenteLicenza annuale piu' eventuali componenti aggiuntiviSolo manutenzione ordinaria

Il problema di cui si parla poco: la coerenza dopo sei mesi

Questo e' il punto che mi ha fatto cambiare approccio negli anni. Consegni un sito ordinato, con i suoi spazi regolari, i suoi caratteri, i suoi colori. Passano sei mesi, il cliente ha aggiunto quattro pagine, e ognuna ha margini diversi, un pulsante di un'altra tonalita' e titoli di dimensioni casuali. Non per cattiveria: semplicemente ha trascinato i blocchi e ha regolato le cose a occhio, come e' naturale che faccia chi non e' un grafico.

Il rimedio esiste e passa dalle impostazioni globali. Se definisci fin dall'inizio i colori e gli stili del testo a livello di sito, e costruisci ogni pagina usando solo quelli, chi modifica dopo tende a restare dentro il perimetro. In piu' preparo sempre alcuni modelli di pagina gia' impostati, cosi' chi deve creare qualcosa di nuovo parte da una base corretta invece che dal foglio bianco. E' mezza giornata di lavoro in piu' all'inizio che fa la differenza tra un sito che invecchia bene e uno che dopo un anno e' irriconoscibile.

L'altra cosa che faccio sempre e' una sessione di un'ora con chi gestira' il sito, registrata, in cui mostro le tre o quattro operazioni che fara' davvero e dico esplicitamente cosa e' meglio non toccare. Quella registrazione resta al cliente e viene riguardata quando serve, magari da una persona diversa assunta un anno dopo. E' il pezzo di consegna che mi viene ringraziato piu' spesso.

Come si e' spostato il quadro con l'editor di WordPress

Va detto che negli ultimi anni l'editor incluso in WordPress e' migliorato molto. Con i temi a blocchi si possono ormai costruire anche intestazioni, pie' di pagina e modelli di pagina senza plugin esterni, e la gestione di colori e stili a livello globale e' piu' solida di quanto fosse. Per una fascia di progetti che prima richiedeva per forza un costruttore visuale, oggi l'editor nativo basta.

Il vantaggio non e' banale: quello che costruisci resta dentro WordPress, senza dipendere da un plugin di terze parti, e le pagine sono nettamente piu' leggere. Lo svantaggio e' che il livello di controllo sulla grafica fine e' ancora inferiore, e che alcune cose che con Elementor fai in due minuti richiedono piu' giri. Su progetti dove il cliente non deve inventarsi pagine nuove da zero, ormai e' la mia strada preferita.

I criteri con cui decido, in pratica

Quando devo scegliere, mi faccio cinque domande in quest'ordine. La prima riguarda chi gestira' il sito: se c'e' una persona interna che pubblichera' pagine nuove con regolarita' ed e' a proprio agio con gli strumenti, un costruttore visuale ha senso. Se invece il sito verra' aggiornato due volte l'anno e sempre da me, quel vantaggio sparisce e restano solo i costi.

La seconda riguarda il tipo di contenuti: se il sito e' fatto di pagine tutte diverse, Elementor lavora bene; se e' fatto di contenuti ripetitivi come un catalogo prodotti o un elenco di schede, allora conviene una struttura pensata apposta, con campi dedicati, molto piu' comoda da riempire e da mantenere. La terza riguarda le dimensioni: sotto le venti o trenta pagine il costruttore visuale e' spesso la scelta ragionevole, sopra le cento comincia a pesare.

La quarta domanda riguarda quanto il sito vive di visite dai motori: se il traffico organico e' la fonte principale di richieste, do molto peso alla leggerezza e tendo a costruire su misura. La quinta e' la piu' concreta di tutte: quanto budget c'e'. Se il budget non copre un lavoro su misura fatto bene, un sito con Elementor curato e' infinitamente meglio di un sito su misura fatto di corsa e male.

  1. Chi aggiornera' il sito e con quale frequenza, con nome e cognome.
  2. I contenuti sono pagine irregolari o schede ripetitive?
  3. Quante pagine sono previste adesso e tra due anni?
  4. Il traffico dai motori di ricerca e' la fonte principale di richieste?
  5. Che budget c'e', e cosa ci compra realmente in ciascuna delle due strade?

Se scegli Elementor, come lo imposto

Quando la risposta e' si', ci sono alcune scelte iniziali che determinano come invecchiera' il sito. La prima e' il tema: uso sempre un tema essenziale, pensato per lasciare campo libero al costruttore, mai un tema commerciale gia' pieno di funzioni. I temi che promettono cento modelli pronti portano con se' altri plugin, altri script e un groviglio da cui poi non esci.

La seconda e' la disciplina sui componenti aggiuntivi. Ogni pacchetto di elementi extra aggiunge peso e un'altra dipendenza da mantenere. Ne tengo al massimo uno, e solo se serve davvero. La terza e' l'uso rigoroso degli stili globali: niente colori scritti a mano dentro le singole sezioni, niente dimensioni del testo decise caso per caso. Serve disciplina, anche mia, perche' nel momento in cui hai fretta la tentazione di sistemare a occhio e' forte.

Poi c'e' la manutenzione, che con un costruttore visuale e' piu' delicata che altrove. Un aggiornamento fatto male puo' scomporre delle pagine, e capita soprattutto quando si salta qualche versione e poi si aggiorna tutto insieme. Io aggiorno su una copia di prova, guardo le pagine principali, e solo dopo porto la modifica sul sito vero. Vale anche per il tema e per i componenti aggiuntivi, che vanno aggiornati insieme e non alla spicciolata.

  • Tema essenziale, mai un tema commerciale sovraccarico di funzioni.
  • Un solo pacchetto di componenti aggiuntivi, se proprio serve.
  • Colori e stili del testo definiti a livello globale e usati ovunque.
  • Modelli di pagina pronti per chi dovra' crearne di nuove.
  • Aggiornamenti provati prima su una copia, mai direttamente sul sito vero.
  • Una sessione registrata di consegna con le operazioni che il cliente fara' davvero.

La cosa che direi a chi deve scegliere adesso

Il dibattito su Elementor si', Elementor no, secondo me e' mal posto. La domanda giusta non e' quale strumento sia migliore in assoluto, e' quale strumento regga meglio il modo in cui quel sito verra' usato nei prossimi tre anni. Un sito e' un oggetto vivo: viene aggiornato, ampliato, passa di mano tra persone diverse. Lo strumento giusto e' quello che rende quei passaggi meno dolorosi.

Quello che chiedo sempre di non fare e' scegliere per inerzia. Ho ereditato parecchi siti costruiti con un costruttore visuale semplicemente perche' chi li ha fatti non sapeva fare altro, su progetti dove non aveva alcun senso: cataloghi di centinaia di schede prodotto montate a mano una per una, con risultati faticosi da gestire e impossibili da aggiornare in blocco. In quei casi il problema non era lo strumento, era che non lo aveva scelto nessuno.

Non sai come conviene costruire il tuo prossimo sito?

Raccontami che tipo di contenuti hai e chi lo aggiornera', e ti dico onestamente quale strada ha piu' senso, anche se non e' quella che porta piu' lavoro a me.

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Le domande che mi fanno più spesso

Le domande che mi arrivano piu' spesso su questo argomento, di solito da chi ha gia' ricevuto due preventivi diversi.

Elementor rallenta il sito?

Aggiunge del peso, questo e' innegabile. Su un sito vetrina curato, con immagini ottimizzate e memorizzazione temporanea attiva, il risultato resta comunque buono. Su un sito grande e complesso la differenza diventa piu' difficile da compensare e conviene valutare altre strade.

Se un domani voglio togliere Elementor cosa succede?

Le pagine costruite con lui vanno rifatte, perche' senza il plugin il contenuto resta salvato in un formato che WordPress da solo non sa interpretare. E' il vincolo piu' importante da mettere in conto prima di cominciare, non dopo.

Serve la versione a pagamento?

Per un sito professionale in genere si', perche' le funzioni che contano davvero, come il controllo di intestazione e pie' di pagina e i modelli riutilizzabili, stanno li'. Va messa in conto come spesa annuale ricorrente, insieme al dominio e allo spazio sul server.

Un sito fatto con Elementor si posiziona peggio?

Non per il fatto in se' di essere fatto con Elementor. Contano i contenuti, la struttura e la velocita'. Il rischio indiretto e' che pagine pesanti e disordinate, costruite senza criterio, penalizzino l'esperienza di chi legge, e quello si' che ha un effetto.

Meglio Elementor o l'editor incluso in WordPress?

Se chi gestisce il sito non deve inventare pagine nuove da zero, oggi l'editor incluso basta per molti progetti ed e' piu' leggero. Se invece serve costruire pagine molto diverse tra loro con una certa frequenza, Elementor e' ancora piu' comodo.

Posso partire con Elementor e cambiare dopo?

Puoi, ma sappi che significa rifare le pagine. Se prevedi che il sito crescera' molto, conviene valutare da subito una struttura piu' solida, anche se costa di piu' all'inizio.

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